Psicoterapia e Ipnosi

mercoledì, 06.01.10

Stress - Sintomi, disturbi e rimedi

Stress, come termine, tradotto dall'inglese significa "pressione" o "sollecitazione", ed è stato introdotto per indicare la spinta a reagire, mediante l'adattamento, esercitata sull'organismo. La scoperta dello stress è cosa relativamente recente e viene comunemente fatta risalire ad Hans Selye: nel luglio del 1936, appariva sulla rivista scientifica "Nature", il suo primo articolo sull'argomento dal titolo "Una sindrome prodotta da diversi agenti nocivi".


Il primo contributo originale di Selye è stato quello di mostrare che qualunque sia la causa prima di uno stress biologico, che viene a turbare l'organismo, questo suole reagire con lo stesso modello di risposta, per restaurare la propria omeostasi interna. Una delle caratteristiche più salienti di ogni forma di vita, infatti, è la capacità di mantenere la costanza del proprio ambiente interno, delle condizioni ambientali all'interno della propria pelle: W. Cannon ha chiamato questa proprietà omeostasi, ossia la caratteristica di mantenere stabile uno stato fisiologico interno nonostante i cambiamenti che si producono nell'ambiente esterno. Lo stress è quindi quella condizione aspecifica che permette all'organismo di adattarsi a qualunque sollecitazione gli venga imposta.

Nel periodo di Selye, in numerosi laboratori biologici, fervevano le ricerche sugli ormoni (e sugli ormoni sessuali in particolare). Nei suoi esperimenti, Selye iniettava, in diversi topi, degli estratti ovarici per vedere quali ne fossero le conseguenze sull'organismo.
Ottenne sempre questi risultati:
- - Un ingrossamento della corteccia delle ghiandole surrenali, ingrossamento che si accompagnava a caratteristiche microscopiche di un'aumentata attività ghiandolare.
- - Un rimpicciolimento (atrofia) del timo (una ghiandola situata dietro allo sterno), della milza, dei gangli linfatici e di tutti gli altri tessuti linfoidi del corpo.
- - Ulcere gastriche o duodenali molto vaste ed emorragiche, tanto che, a volte, i topi morivano proprio a causa di un'emorragia.


Ben presto Selye si rese conto che otteneva sempre la stessa risposta organica ad aggressioni differenti: la stessa sindrome si produceva anche con ormoni come l'adrenalina o l'insulina; con agenti fisici come il caldo, il freddo, i raggi X o traumi meccanici; con le emorraggie, il dolore o l'attività forzata.
Di fatto, qualunque agente nocivo lui applicasse, stimolava la comparsa di effetti specifici (relativi al tipo particolare di "aggressione" esercitata sull'organismo) e di effetti aspecifici (ingrossamento della corteccia surrenale, atrofia del timo, della milza e dei gangli linfatici, ulcere gastriche o duodenali) indipendentemente dall'agente nocivo somministrato.

Rimaneva a Selye, il problema di trovare un nome a questa sindrome: in un primo tempo Selye la chiamò Sindrome generale di adattamento perchè, con essa, l'organismo si adatta e organizza le sue difese nei confronti di qualsiasi agente estraneo. Più avanti coniò il termine Sindrome da stress biologico.

Riassumendo, la Sindrome da Stress risponde a qualsiasi stimolo-stressore in modo aspecifico, generale, sempre uguale. Ciascuno stressore, inoltre, avvia una risposta specifica: il caldo e il freddo, ad esempio, danno reazioni fisiologiche diverse e caratteristiche di due gradi di temperatura diversi. Questa risposta però è assai meno importante di quella generale: il caldo e il freddo stimolano entrambi la produzione di corticosteroidi e di catecolamine, esattamente come un rumore improvviso, il sostenere con ansia un esame o partire con entusiasmo per una vacanza: la risposta da stress porta a una disintegrazione delle sostanze organiche che, protratta nel tempo, danneggia le difese immunitarie; questo, a sua volta, può aumentare la suscettibilità a qualsiasi malattia.

Se, a questo punto, un dato organo si trova ad avere diminuite capacità di difesa nei confronti di un'attivazione patogena (presentando quella caratteristica già nota nella medicina classica come locus minoris resistentiae), ogni volta in cui, con la risposta di stress, l'organismo viene sollecitato, tornerà sempre più lentamente al suo livello di funzione normale: aumenta così la sua suscettibilità alla malattia.

Nell'uomo la risposta di stress coinvolge reazioni fisiologiche, cognitive, emotive, e comportamentali. In tutti i casi, quando un evento diventa stressante, si hanno sempre due facce della medaglia: un iniziale miglioramento delle capacità mentali, fisiche e organizzative (l'eustress) e, con l'aumento del grado di stress, un progressivo loro decadimento (distress).

Da quanto detto si evince che lo stress, di per sé, non è né positivo né negativo: l'organismo risponde in modo uguale agli eventi piacevoli o spiacevoli, esaltanti o deprimenti della vita. D'altra parte, gli stress cercati da noi provocano risposte molto diverse da quelle degli stress che vorremmo evitare, ma dobbiamo sopportare. A fare la differenza è come la persona (o l'animale) si vive la situazione:
 
- Abbiamo eustress quando l'esperienza è voluta e ci dà la sensazione di dominare l'ambiente. 
- Abbiamo distress se l'esperienza non è voluta, sentiamo di non dominare l'ambiente e questo ci dà insicurezza e ansia.

Passiamo ora ad analizzare le "cause" dello stress (ed in particolare del distress). Col nome di stressore, o agente stressante, si definiscono tutti quei fattori che spingono l'organismo all'adattamento. Gli agenti stressanti possono essere di tipo:


- Biologico e fisico 
- Sociale 
- Psicologico


Fattori di tipo biologico e fisico:
- - Cambi di stagione 
- - Disastri ambientali 
- - Fattori alimentari e dietetici 
- - Fattori microbici e virali 
- - Inquinamento 
- - pioggia 
- - radiazioni 
- - Rumori 
- - Sbalzi di temperatura e di pressione atmosferica 
- - Spostamento rapido attraverso vari fusi orari 
- - Sforzi fisici 
- - Traumi organici 
 
Fattori sociali


I cambiamenti sociali hanno un forte impatto sull'uomo. Quanto maggiormente risulta stressante è la velocità dei cambiamenti che la persona si trova ad affrontare nell'arco della sua esistenza. Ad oggi il ritmo e la velocità dei cambiamenti a cui urge adattarsi è sempre maggiore: si pensi ai sempre più frequenti e veloci spostamenti per lavoro, al traffico, alla pubblicità che bombarda di prodotti sempre nuovi, alle trasformazioni linguistiche, alle nuove tecnologie. A queste cose si potrebbe aggiungere, il mangiare veloce nei fast food, i rumori continui a cui siamo sottoposti, ecc. 
 
Fattori Psicologici


- I grandi eventi della vita
Holmes e Rahe hanno condotto, nella seconda metà degli anni '60, un'indagine sistematica su come i grandi cambiamenti nella vita di una persona agiscano come eventi stressori. Intervistarono oltre 5000 persone con disturbi sia organici che emotivi, interessandosi particolarmente ai vari tipi di cambiamento (e quindi di riadattamento) incontrati prima di ammalarsi. La morte del coniuge è risultato l'evento più stressante che tali persone si sono ritrovate ad affrontare, seguita dalla separazione dal coniuge, dalla detenzione in carcere, la morte di un parente stretto, il matrimonio, il pensionamento, i problemi sessuali, l'uscita di casa di un figlio, ecc. 

- I problemi quotidiani
Le cause di irritazione, dalle piccole seccature ai grossi inconvenienti, possono accumularsi giorno dopo giorno e dare luogo ad una serie di campanelli d'allarme e malattie. Avere dei vicini fastidiosi, l'aumento dei costi dei beni di consumo, la preoccupazione per la salute di un familiare, non trovare le cose al loro posto o dover fare troppe cose contemporaneamente, sono esempi di stress ai quali molte persone sono quotidianamente esposte. Le ricerche dimostrano che quanto più le noie sono numerose e gravi per il soggetto, tanto più aumentano i campanelli d'allarme psicologici e organici (e diminuiscono le difese immunitarie).

Il continuo accumularsi di stimoli stressori può portare a un'attivazione fisiologica e psichica eccessiva, imponendo all'organismo sforzi esagerati e innaturali; ciò porta dapprima ad un periodo di sopportazione - resistenza e, più avanti, ad un periodo di esaurimento, di logorio: si è clinicamente sani, ma si procede a fatica. Solo nella fase avanzata dello stress, i danni si manifestano con sintomi ben definiti e con patologie specifiche. I tre stadi che attraversati dalla sindrome da stress infatti sono:


- Reazione d'allarme: caratterizzata dall'attivazione del sistema nervoso simpatico il quale stimola la secrezione di adrenalina e noradrenalina dal midollo surrenale. 
- La fase di resistenza: è il momento durante il quale i sintomi psicosomatici diventano particolarmente evidenti e fastidiosi. 
- Lo stadio dell'esaurimento: in questa fase avviene il crollo delle difese e l'incapacità ad adattarsi ulteriormente.

Diversi possono essere i campanelli d'allarme (i sintomi) che, se presi in considerazione, possono motivare ad un cambiamento nello stile di vita utile a prevenire le malattie (ed i disturbi) da stress. Ne riportiamo i sintomi soggettivi sia organici che psicologici.

Sintomi soggettivi organici:
- - Palpitazioni 
- - Secchezza in bocca e in gola 
- - Abbondanti sudorazioni 
- - Frequente bisogno di urinare 
- - Appetito a volte mancante a volte eccessivo 
- - Disturbi digestivi e diarrea 
- - Cefalea da tensione 
- - Tensione premestruale o salto del ciclo 
- - Dolori al collo o alla parte bassa della schiena 
- - Tremori, tic

Tra i sintomi soggettivi psicologici:
- - Ansia, irrequietezza, stato d'allarme
- - Depressione
- - Perdita della gioia di vivere 
- - Senso di stanchezza 
- - Senso di debolezza, di vertigine o di irrealtà 
- - Incapacità di attenzione e di concentrazione 
- - Disturbi del sonno 
- - Aumentato consumo di sigarette 
- - Aumentato consumo di tranquillanti o di stimolanti 
- - Consumo di alcol o di droghe

 

I sintomi da stress sono problemi fisici influenzati dallo stress psicologico. Come vedremo in seguito, la quantità di stress e la modalità con cui si riesce a gestirlo psicologicamente, sono due fattori di grande importanza nel determinare, innanzitutto, la possibilità di sviluppare sintomi da stress, e in secondo luogo, una volta che tali sintomi si sono presentati, il livello di gravità che essi raggiungeranno.

Lo stress, dal canto suo, attacca il nostro corpo nei suoi punti più vulnerabili. Tutti abbiamo sin dalla nascita alcune vulnerabilità fisiche. Alcuni hanno un metabolismo lento e tendono a mangiare troppo e a ingrassare eccessivamente nei momenti di stress. Altri hanno sistemi digestivi delicati e tendono a sviluppare ulcere  o sindromi da colon irritabile. Altri ancora hanno la pelle chiara e delicata e quando sono stressati soffrono di sfoghi cutanei o sviluppano un eczema. Lo stress scova le nostre vulnerabilità naturali e attecchisce su di esse.

I principali disturbi in cui il distress ha un peso più o meno immediato sono:


- - Disturbi cardiovascolari 
- - Ipertensione 
- - Cefalee 
- - Emicrania 
- - Disturbi gastrointestinali 
- - Ulcere peptiche 
- - Colite ulcerosa 
- - Disturbi del sonno

A questo punto è lecito porsi una domanda: perchè si ammalano di stress determinate persone e non altre?

Molte persone, per loro inclinazione, sono portate a esporsi ad un alto numero di stressori. A volte questo comportamento può avere conseguenze dannose. Il distress, d'altro canto, può derivare oltre che da un eccesso, anche da una deficienza di stimoli stressori: sono infatti nocive in egual misura sia le poche, che le troppe stimolazioni.

Da un punto di vista psicologico comunque, il distress dipende non solo dall'accumularsi degli eventi, ma anche da come li valutiamo e dal peso emotivo che hanno per noi: gli eventi hanno sempre a che fare con un individuo che li permea di significati personali. Questo spiega come mai ciò che è stressante per una persona, può non esserlo per un'altra.

Due sono i processi psicologici che, maggiormente, permettono di far fronte e di avere la meglio sugli eventi:
- La valutazione: è il processo mentale mediante il quale diamo ad un evento un significato soggettivo, personale. 
- Il coping: è l'insieme dei tentativi per controllare gli eventi ritenuti difficili o superiori alle nostre risorse.

A fare la differenza tra salute e malattia, sono anche le emozioni: le emozioni di valore positivo e quelle di valore negativo influenzano in modo diverso lo stato di salute. Gli studiosi concordano sul fatto che la felicità, la serenità e il ridere hanno influenze biochimiche, terapeutiche o profilattiche opposte a quelle dell'ansia o della collera.

Per quanto riguarda i rimedi ai sintomi ed ai disturbi da stress la letteratura è molto vasta e le indicazioni tra le più diverse. Sebbene nei casi di maggior gravità spesso sono necessari radicali mutamenti nello stile di vita della persona, nella maggior parte dei casi è sufficiente disporre di nuove e più efficaci strategie per affrontare determinate situazioni critiche. In ambito clinico, inoltre, sono molto numerose le ricerche che dimostrano come le tecniche di rilassamento siano utili nel trattamento dei sintomi e dei disturbi da stress. Esse comprendono l'ipnosi, l'autoipnosi, il biofeedback, il Training Autogeno, gli esercizi di respirazione e di visualizzazione, la meditazione, ecc. L'ingrediente comune a tutti questi metodi consiste in particolari forme di focalizzazione dell'attenzione sul proprio corpo, la cui pratica, nella maggior parte dei casi, è in grado di alleviare significativamente i sintomi ed i disturbi da stress.

Dr Luca Lavopa

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Autore: dott-lavopa Categoria: Disturbi da stress Ore: 19:19 Commenta